IL FONDO NATALINO SAPEGNO

La Biblioteca

La biblioteca di Natalino Sapegno, donata al nostro Centro di Studi dalla famiglia Sapegno per volontà dello stesso critico, costituisce un punto di vista privilegiato per lo studio del Novecento letterario italiano: oltre ad un piccolo gruppo di libri rari, segno di un moderato, ma raffinato interesse bibliofilo del critico (descritti nella pubblicazione, a cura della Fondazione, Sebbene speri di non diventar mai un bibliofilo. I libri antichi di Natalino Sapegno e Giulio Augusto Levi, Torino, Nino Aragno Editore, 2001), ben più consistente è il fondo moderno, composto di circa 18.000 volumi, per la maggior parte afferenti alla letteratura italiana.
Il primo nucleo della biblioteca doveva certamente essere costituito per lo più, come lascia ipotizzare la corrispondenza del critico (cfr. Le più forti amicizie. Carteggio 1918-30, a cura e con un’Introduzione di B. Germano, Torino, Nino Aragno Editore, 2005) da testi acquistati dallo stesso Sapegno per ampliare la propria formazione e nutrire le curiosità letterarie alimentate dagli intensi scambi con Piero Gobetti, Guglielmo Alberti, Alessandro Passerin D’Entrèves, Mario Fubini; alcuni di questi primi volumi appartenuti a Sapegno non sono purtroppo più presenti nel fondo, perché prestati ad altri amici o dispersi nei continui trasferimenti tra la Valle d’Aosta e Ferrara.
La biblioteca documenta invece con ampiezza l’evoluzione del pensiero critico-letterario di Sapegno, attraverso la presenza crescente negli anni di saggi di carattere scientifico più specialistico, che rispecchiano i rapporti (documentati dalla fitta corrispondenza dalla fine degli anni Venti in poi), precocemente avviati e costantemente arricchiti, con gran parte del mondo accademico: dai  professori più affermati (Giulio Bertoni, Michele Barbi, Vittorio Cian, Ferdinando Neri, Attilio Momigliano), agli studiosi emergenti (Alfredo Schiaffini, Gaetano Trombatore), ai responsabili e ai redattori delle riviste di maggior prestigio («La Nuova Italia» di Ernesto Codignola, il «Leonardo» di Luigi Russo, il «Pan» di Giuseppe De Robertis). Sono perciò significative, e quantitativamente rilevanti,  le edizioni critiche e i saggi consacrati a tutti i più importanti autori della nostra letteratura, verso i quali Sapegno indirizzò la sua indagine critica, testi puntualmente segnalati nelle sue dettagliate bibliografie; in particolare, risulta di notevole interesse storico e scientifico il cospicuo fondo dantesco, isolato dallo stesso studioso e da lui utilizzato durante la preparazione del suo fondamentale commento alla Divina Commedia.
La sempre più vasta e indiscussa autorevolezza critica di Sapegno è rispecchiata, nella biblioteca, dalla presenza di un considerevole gruppo di volumi che le Case editrici e gli stessi autori – scrittori, poeti, saggisti – gli inviavano per ottenere una recensione o per sollecitare il suo giudizio, sia come personale riscontro sia in vista della partecipazione al Premio Viareggio (di cui Sapegno fu per molti anni nella giuria fino a diventarne il presidente). Gran parte di questi volumi contiene personali dediche, che testimoniano il vivo apprezzamento del suo maestro Giulio Bertoni, la cordiale amicizia di Giuseppe De Robertis, la riconoscenza e il ricordo di Eugenio Montale, la cordiale ammirazione di Umberto Eco, il grande affetto di Libero De Libero, l’antica amicizia di Maria Corti, l’infinita gratitudine di Luce D’Eramo. Alcuni volumi riportano addirittura alcune varianti segnalate all’illustre critico dagli autori stessi, come nel caso della quarta edizione dell’opera La donna dei fili di Ferdinando Camon (1986), che conserva l’indicazione degli «ultimi ritocchi» effettuati in sede di revisione dallo scrittore.
Una sezione di particolare pregio scientifico è costituita dall’imponente raccolta (diverse decine di titoli in migliaia di fascicoli) di riviste letterarie e culturali, a partire dagli anni Venti sino alla scomparsa del critico, molte delle quali difficilmente reperibili nelle biblioteche italiane.
Uno studio della biblioteca di Sapegno, e in particolare del suo fondo moderno, permette dunque di rileggere momenti significativi della storia letteraria del Novecento quali la crisi dell’analisi positivistica e lo sviluppo di quella crociana, quindi di quella marxista e, infine, di quella storicista, e contribuisce a illuminare le ragioni di non poche polemiche letterarie anche recenti.
Un nucleo prezioso, in questo senso, è costituito dalla presenza di tutti gli scritti di Sapegno editi (oltre ai molti e preziosi inediti conservati nel suo archivio).
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